Sono ormai passati 20 anni dalla prima volta, dovremmo ormai esserci abituati, invece no. Quando siamo in vista della Strade Bianche riecco emergere quel brivido e quell’adrenalina che ti fanno pensare: “ci siamo, la stagione entra nel vivo”. La polvere, gli sterrati, le immagini della campagna toscana, Siena… non ci si stanca mai, e allora ecco che sabato 7 marzo siamo pronti a vivere la 20ª edizione di Strade Bianche, l’11ª per quanto riguarda la prova femminile.
Il disegno della classica del Nord più a Sud d’Europa, nonostante qualche piccola variazione, lo conosciamo bene, e anche nel 2026 verrà riproposto quanto abbiamo visto negli ultimi due anni, col doppio passaggio sui settori di Colle Pinzuto (2,4 km in salita con punte di pendenza al 15%) e Le Tolfe (1,1 km con 500 metri di strappo al 18%), prima di fare rotta su Siena, il muro di Via Santa Caterina e Piazza del Campo. La prova maschile misurerà in totale 201 km, mentre quella femminile si attesterà sui 131.
I più attenti, però, avranno notato una piccola differenza rispetto all’edizione dello scorso anno. Non nel finale, che rimane sacro e invalicabile nei suoi punti clou, ma nella prima parte di corsa, dove ci sarà un po’ meno sterrato. Nel 2026, infatti, i chilometri su strada bianca saranno complessivamente 66 (contro gli 82 del 2025) per la gara maschile e 14 settori complessivi, 34 km per la gara femminile (contro i 50 del 2025) e 11 settori. Ad essere “tagliati” sono stati i tratti di La Piana (6,4 km) e di Serravalle (9,3 km), che erano rispettivamente il 4° e il 7° da affrontare nella gara maschile, il 4° e 5° in quella femminile.
La corsa maschile, negli ultimi anni, si è quasi sempre decisa sul Monte Sante Marie (4,5 km sono in salita, con punte di pendenza che toccano anche il 18%) che, nonostante sia stato posto più lontano dal traguardo, con l’introduzione del doppio circuito ha continuato ad essere il trampolino di lancio ideale per chi punta alla vittoria. Tadej Pogačar lo ha fatto diventare il suo parco divertimenti, ma anche Tom Pidcock ha un feeling particolare con questo settore, visto che l’anno scorso è stato l’unico a tenere lo sloveno e nel 2023, quando vinse, partì proprio lì.
L’inizio di gara un po’ più “leggero” dovrebbe permettere ai corridori di arrivare al Monte Sante Marie più freschi, anche se poi, se si muove Pogačar, c’è poco da essere freschi. In ogni caso, il fatto di avere meno sterrato dovrebbe rendere la corsa leggermente meno selettiva, quindi più aperta e spettacolare. Dal finale, comunque, non si scappa, sia tra gli uomini che tra le donne. I settori di Monteaperti, Colle Pinzuto, Le Tolfe, la Strada del Castagno, Montechiaro, e poi ancora Colle Pinzuto e Le Tolfe, dove saranno appostati migliaia di tifosi, sono sempre lì ad aspettare i corridori. E purtroppo per loro, non ci sarà altra strada.