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In Piazza del Campo sbuca Elise Chabbey: sua la Strade Bianche Women 2026!

07/03/2026

Polvere e sterrato, certo, ma anche un po’ di MotoGP nel finale della Strade Bianche Women 2026. Non sono infatti bastati 33 km di strada bianca e il muro di Via Santa Caterina per far emergere la vincitrice, con gli ultimi sinuosi ed insidiosi 300 metri per le vie di Siena che, alla fine, hanno premiato Elise Chabbey (FDJ United-Suez). L’atleta svizzera aveva terminato Via Santa Caterina al quarto posto, ma quando Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ), Kasia Niewiadoma (Canyon/SRAM zondacrypto) e la sua compagna Franziska Koch (FDJ United-Suez) hanno cominciato a fare a sportellate per entrare in Piazza del Campo per prime, lei ne ha approfittato e le ha infilate tutte in stile Valentino Rossi.

Per Chabbey, a 32 anni, si tratta della vittoria più importante della carriera. Con lei sul podio salgono Niewiadoma, seconda per la quarta volta in carriera, e Koch, con Longo Borghini che deve accontentarsi del 4° posto dopo aver terminato il muro di Via Santa Caterina in prima posizione.

LA CRONACA – La prima parte di corsa è caratterizzata da nervosismo e cadute, con nessuna fuga che riesce a prendere il largo. Alla fine la corsa esplode sul settore di San Martino in Grania (9,5 km) e davanti rimangono in 24, con quasi tutte le favorite: Demi Vollering, Elise Chabbey, Léa Curinier, Franziska Koch, Amber Kraak (FDJ United-SUEZ), Letizia Borghesi (AG Insurance-Soudal), Kasia Niewiadoma (Canyon/SRAM zondacrypto), Magdeleine Vallieres, Noemi Rüegg (EF Education-EasyPost), Puck Pieterse, Millie Couzens (Fenix-Premier Tech), Shirin Van Anrooij, Lucinda Brand, Niamh Fisher-Black (Lidl-Trek), Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco), Liane Lippert (Movistar), Josie Nelson (Picnic PostNL), Lotte Kopecky (SD Worx-Protime), Pauline Ferrand-Prévot, Femke De Vries, Marianne Vos (Visma | Lease a Bike), Elisa Longo Borghini, Paula Blasi e Dominika Wlodarczyk (UAE Team ADQ).

Elise Chabbey, la vittoria più importante

Che Chabbey stia bene si vede già sul primo passaggio da Colle Pinzuto, visto che è proprio lei la prima a muoversi insieme alla polacca Włodarczyk. Su Le Tolfe la situazione cambia nuovamente, davanti rimangono in 13 e tra queste non ci sono né Ferrand-Prévot, in giornata no, né Kopecky, in difficoltà a sua volta, né la campionessa uscente Vollering, attardata da un problema meccanico. Per loro piove sul bagnato quando imboccano la strada sbagliata, sono costrette a fermarsi e tornare indietro, naufragando a quasi 3 minuti dalla testa e dicendo addio a qualsiasi velleità di risultato.

La corsa se la giocano quindi Elise Chabbey, Franziska Koch (FDJ United-SUEZ), Kasia Niewiadoma (Canyon/SRAM zondacrypto), Magdeleine Vallieres, Noemi Rüegg (EF Education-EasyPost), Puck Pieterse (Fenix-Premier Tech), Shirin Van Anrooij, Niamh Fisher-Black (Lidl-Trek), Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco), Liane Lippert (Movistar), Marianne Vos (Visma | Lease a Bike), Elisa Longo Borghini e Dominika Wlodarczyk (UAE Team ADQ). Tra scatti e controscatti alle porte di Siena rimangono solo 8: Chabbey, Koch, Niewiadoma, la campionessa del mondo Vallieres, Pieterse, Vos e Longo Borghini.

Sul muro di Via Santa Caterina va in scena un appassionante spalla a spalla che, però, tiene a galla Longo Borghini, Koch, Niewiadoma e Chabbey. A quel punto è questione di tempismo e furbizia, con Chabbey che, all’interno, sorpassa tutte e si regala la soddisfazione più bella della carriera con Piazza del Campo ai suoi piedi.

ORDINE D’ARRIVO

1 – Elise Chabbey (FDJ United – Suez), 133 km in 3h35’42”, alla media di 36.996 km/h

2 – Katarzyna Niewiadoma (Canyon//SRAM zondacrypto) s.t.

3 – Franziska Koch (FDJ United – Suez) s.t.

 

CONFERENZA STAMPA

Elise Chabbey: “E’ incredibile essere qui da vincitrice di una corsa che ho sempre amato. È anche sorprendente perché il piano era vincere con Demi. Ho dovuto anticipare e, quando abbiamo capito che non sarebbe più riuscita a rientrare su di noi, abbiamo deciso di cambiare strategia e provare semplicemente a resistere fino al traguardo. Io e Franziska abbiamo fatto un grande lavoro e nel finale ho deciso di dare tutto seguendo il mio istinto. Sapevo che se fossi uscita dall’ultima curva in testa avrei vinto, ed è esattamente quello che è successo. Ci vorrà un po’ di tempo per rendermi conto davvero di quello che ho fatto”.

Katarzyna Niewiadoma: “Non so se sono troppo soddisfatta. Ovviamente arrivare seconda e festeggiare una vittoria sono due cose molto diverse. Vincere qui è qualcosa che inseguo da molti anni. È un po’ straziante, ma allo stesso tempo è anche bello salire sul podio. La gara è iniziata davvero sul settore sterrato più lungo, il Monte Sante Marie. È stato caotico entrare nel settore perché tutte volevano stare davanti. Ci sono state alcune cadute e io sono rimasta bloccata dietro. Da quel momento è stata tutta una rincorsa e la corsa è esplosa. Amo questa atmosfera. A Le Tolfe il tifo era assordante! Per noi donne vivere un’atmosfera così è quello per cui ci alleniamo. Fa passare il dolore”.

Franziska Koch: “Sono davvero orgogliosa di salire sul podio della Strade Bianche Women. Farlo con la maglia di campionessa nazionale tedesca lo rende ancora più speciale. Negli ultimi cinque chilometri siamo rientrate tutte insieme. Abbiamo ancora provato qualche attacco, ma non ha funzionato, così ho deciso di impostare un ritmo regolare fino alla salita, ma poi siamo andate a tutta fino in cima. Si è formato un gruppetto di quattro davanti. Ho aperto la curva per Elise [Chabbey]. Era la situazione perfetta per il finale. Elise ha affrontato l’ultima curva in prima posizione: è così che si vince. Con me terza è una grandissima prestazione di squadra. Sono molto felice di questo inizio di stagione. Entrare in una nuova squadra mi ha dato tanta motivazione. Il podio qui conferma che per me è stato un cambiamento molto positivo”.

Ascolta il podcast dell'edizione 2026 di Strade Bianche

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