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Pogačar per il poker, Pidcock, Seixas e Van Aert per guastargli la festa

06/03/2026

Fresco di celebrazione per il cippo speciale a lui dedicato all’inizio del settore di Colle Pinzuto, per Tadej Pogačar è già tempo di focalizzarsi sul futuro, ovvero su domani, quando sarà chiamato a lottare per il quarto successo personale alla Strade Bianche, che sarebbe record assoluto. Il campione del mondo è all’esordio stagionale, ma ha già dimostrato più volte di non avere particolare bisogno di rodaggio per entrare in modalità da dominatore. C’è solo da capire quando attaccherà; di solito trova terreno fertile su Monte Sante Marie, e se riesce andare via lì, lo abbiamo già visto, poi non si prende più.

Ad affiancarlo avrà un certo Isaac Del Toro, che potrà godersi lo show del suo capitano senza avere la pressione di dover fare risultato a tutti i costi. Il messicano l’anno scorso, su queste strade, volò in Maglia Rosa, dimostrando di saper domare polvere e sterrato. Oggi appare ancora più forte, per cui non sorprendiamoci se la UAE Team Emirates-XRG proverà a fare una clamorosa doppietta. Gli emiratini, inoltre, potranno contare anche su Jan Christen e Florian Vermeersch, già molto pimpanti in questo inizio di stagione.

Tutti contro Tadej: i favoriti per la Strade Bianche 2026

C’è poi un ragazzo che dicono possa diventare il nuovo Pogačar, Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), 19 anni e già andato a segno due volte in questo inizio di stagione, alla Volta ao Algarve e alla Faun-Ardèche Classic, con un’azione molto simile a quelle che fa lo sloveno. Certo, in una corsa come la Strade Bianche ci vogliono esperienza e una grande squadra a supporto, cose che il giovane transalpino non ha, soprattutto se confrontate con quelle dei rivali. Ma se la gamba gira è giusto non mettere alcun limite al ragazzo: mal che vada, tornerà il prossimo anno.

Tom Pidcock (Pinarello Q36.5) è uno dei pochi che, negli ultimi due anni, è stato in grado di resistere, almeno per qualche chilometro, alle sfuriate di Pogačar. L’anno scorso rispose al campione del mondo su Monte Sante Marie e poi, in discesa, lo costrinse ad osare troppo, tanto che finì clamorosamente a terra. Purtroppo per lui, lo sloveno si rialzò, lo riprese e lo staccò, ma il britannico sullo sterrato si trova bene, anche perché non avrebbe vinto l’edizione del 2023 altrimenti.

Un altro che sulla polvere ha costruito alcuni dei capitoli più belli della sua carriera è Wout Van Aert, che alla Strade Bianche si fece conoscere con un podio nel lontano 2018, per poi vincerla nel 2020 e, l’anno scorso, sulle stesse strade, ha fatto piangere tutti al Giro d’Italia. Il belga torna a Siena dopo qualche anno di assenza (se si esclude la Corsa Rosa, naturalmente) e se partecipa è perché vuole provare a lasciare il segno. In casa Visma | Lease a Bike occhio poi anche a Matteo Jorgenson, molto più che una semplice alternativa.

Gli outsiders

Quando il gioco si fa duro, di solito, viene fuori anche Ben Healy (EF Education-EasyPost), che l’anno scorso fu quarto e quest’anno avrà al suo fianco anche una vecchia volpe come Richard Carapaz. Quest’anno sono partiti bene anche Romain Grégoire (Groupama-FDJ United), vincitore della Faun Drome Classic e 2° al Trofeo Laigueglia, e Giulio Pellizzari, che guiderà la Red Bull-Bora-hansgrohe in una stagione in cui avrà sempre maggiori responsabilità.

Proveranno a farsi trovare pronti anche Julian Alaphilippe (Tudor), vincitore nel 2019, Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Lennert Van Eetvelt (Lotto Intermarché), Matej Mohorič e Pello Bilbao (Bahrain Victorious), il mai domo Quinn Simmons (Lidl-Trek), Tibor Del Grosso (Alpecin-Premier Tech), sempre a proprio agio sullo sterrato, e poi Filippo Zana (Soudal-QuickStep), vincitore al Giro di Sardegna, Alessandro Covi e Andrea Vendrame (Jayco AlUla) e Roger Adrià (Movistar).

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