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Borghesi e l’amore per il caos di Strade Bianche: “È lì che mi esalto”

02/03/2026

Specialista delle Classiche, Letizia Borghesi ha scoperto la Strade Bianche Women a 18 anni, innamorandosi subito della “Classica del Nord più a sud d’Europa”.

La vita di Letizia Borghesi è “piuttosto tranquilla”, come racconta lei stessa. Ed è proprio così che le piace. Ma quando sale in sella per gareggiare, tutto cambia. “Mi piace il caos”, dice sorridendo la specialista delle Classiche. Un’attitudine che troverà presto il suo terreno ideale nella 12ª edizione della Strade Bianche Women, in programma sabato 7 marzo: l’occasione perfetta per esaltarsi sul frenetico sterrato che porta a Piazza del Campo, dopo aver domato 34 chilometri di settori off-road.

Per Borghesi sarà già la nona partecipazione a una delle corse più prestigiose e imprevedibili del calendario, vinta finora da una sola atleta italiana, Elisa Longo Borghini nel 2017. A 27 anni, Letizia conosce ormai a fondo i segreti della Strade Bianche Women e può essere considerata una candidata credibile per mettersi in luce in quella che viene spesso definita la Classica del Nord più meridionale d’Europa. “Abbiamo una squadra molto forte, possiamo giocarci più carte e adattarci alle situazioni”, spiega con umiltà, anche se lo staff la indica come uno dei punti di riferimento di AG Insurance-Soudal per le corse di un giorno.

Credits Photo: Sprint Cycling Agency

Spinta dall’adrenalina

Dopo essersi formata con diverse squadre italiane (Servetto Giusta, BePink, Aromitalia Vaiano) e aver compiuto il salto nel Women’s WorldTour con la maglia rosa della EF Education, Borghesi ha portato esperienza, qualità e passione per il caos nel giovane team belga, dove in primavera sarà chiamata anche a ruoli di leadership. Il debutto stagionale alla Setmana Ciclista Volta Femenina de la Comunitat Valenciana ha già dato segnali incoraggianti, con un terzo posto nella terza tappa, confermando che l’ambiente del “Wolfpack” al femminile potrebbe essere quello giusto per lei. E le Classiche sono già nel mirino.

“Le mie corse preferite sono quelle in cui c’è più caos, più tensione, più confusione”, racconta. “Penso di saper gestire bene queste situazioni. Mi danno adrenalina e quella forza che mi serve per esprimermi al massimo”. Lo scorso anno, una caduta nelle prime fasi del Giro delle Fiandre sembrava averla messa fuori gioco. “Pensavo fosse finita”, ricorda. “Poi, quando la corsa è entrata nel vivo, nei momenti più intensi, ho ritrovato energie”. Alla fine chiuse sesta, prima di conquistare, il weekend successivo, un prestigioso secondo posto alla Parigi-Roubaix.

“Sono migliorata ogni anno”

La Strade Bianche Women ha avuto un ruolo importante anche nel percorso che l’ha portata a questi risultati. A marzo 2025, Borghesi aveva ottenuto il suo miglior piazzamento a Siena, chiudendo 18ª, e proprio qui ha messo le basi per diventare una specialista nelle classiche. “È una corsa davvero speciale per me, una delle mie preferite, si corre in Italia e credo sia anche la più dura del calendario”, spiega. “Prima dei settori sterrati c’è sempre grande confusione, poi le salite e lo sterrato rendono la gara durissima dall’inizio alla fine”.

Borghesi, capace di entrare anche nella top 5 agli Europei gravel e nella top 10 ai Mondiali, ha affrontato per la prima volta la Strade Bianche nel 2017, a soli 18 anni. “Era la mia prima gara da Elite, andavo ancora a scuola. Fu durissima, non riuscii nemmeno a finirla”, racconta. “Ma da allora sono migliorata ogni anno. Nel 2025 sono arrivata nel finale con le migliori e ho lavorato per la mia compagna di squadra Noemi Rüegg, che ha chiuso nona. Ho avuto la sensazione che, correndo per me stessa, avrei potuto giocarmela. È stata una sensazione bellissima in prospettiva futura”.

Credits Photo: Sprint Cycling Agency

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