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La nuova dimensione della Strade Bianche

05/02/2024

La Strade Bianche è la corsa perfetta. Non siamo noi a dirlo, ma gli appassionati e i corridori. Basta leggere i forum, i social o quant’altro, vi sfidiamo a trovare qualcuno a cui non piaccia la Strade Bianche. Per gli sterrati, per Siena, per il fascino da togliere il fiato di questa parte di Toscana, e per gli atleti che l’hanno animata negli ultimi anni. È una corsa giovane, anzi giovanissima, la prima edizione risale al 2007, quindi cozza un po’ con il mito tradizionale del ciclismo, ma è talmente bella ed entusiasmante che in pochi anni ha saputo conquistare anche i conservatori di questo sport.

Eppure, ad un certo punto, è giusto chiedersi: “Abbiamo raggiunto la vetta? O si può andare ancora più in alto?”. Il 2024, quindi, rappresenterà l’inizio di una sorta di nuovo ciclo per la Strade Bianche – che manterrà ovviamente intatte tutte le caratteristiche che l’hanno resa così amata, compresi i mitici tratti di sterrato e l’arrivo in Piazza del Campo attraverso il muro di Via Santa Caterina – ma offrirà ai corridori e agli spettatori un nuovo modo di correre e seguire questa classica unica nel suo genere. D’altronde, bisogna sempre stare al passo, innovare e proporre, ed è quello che la Strade Bianche sta facendo.

I cambiamenti saranno essenzialmente due per la prova maschile: il chilometraggio complessivo, che da 184 km passa a 215, e i tratti di sterrato, che da 11 diventano 15, rendendo di conseguenza la corsa più dura e, probabilmente, più selettiva. I primi 175 km saranno invariati, ma se fino all’anno scorso lo strappo sterrato de Le Tolfe era l’ultimo tratto impolverato della corsa prima di fare rotta su Siena, da quest’anno ci sarà invece un anello di circa 30 km, con l’inedito settore della Strada del Castagno (12° settore, lungo 1,3 km) che porta ad alcuni passaggi impegnativi su asfalto fino a Pontignano, Ponte a Bozzone e San Giovanni a Cerreto. A quel punto si imboccherà il 13° sterrato (Montechiaro, lungo 3,3 km), che chi ha la memoria lunga ricorderà essere stato affrontato nelle prime edizioni della corsa, e al termine di questo settore, a Vico d’Arbia, si conclude l’anello. Si percorrono quindi una seconda volta i celebri settori di Colle Pinzuto (14°) e de Le Tolfe (15°) e si riprende la strada che porta a Siena, a Via Santa Caterina e a Piazza del Campo.

Negli ultimi anni abbiamo visto quanto possa essere selettiva la Strade Bianche e, con questa lunghezza e durezza, potrebbe diventarlo ancora di più. Allo stesso tempo, però, l’interpretazione tattica della corsa, sempre vissuta alla garibaldina dai corridori negli ultimi 50-60 km, potrebbe cambiare. I tifosi appostati a Colle Pinzuto e Le Tolfe potranno godersi per due volte il passaggio dei migliori corridori al mondo. Comunque vada, quindi, sarà grande spettacolo. Come d’altronde è sempre stato.

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